Medicina e pattinaggio con Davide Tornese, medico della nazionale

In occasione del 44° convegno medico promosso dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi nei giorni scorsi, riflettori puntati non solo sulla medicina riabilitativa ma anche sul cuore pulsante dello sport invernale. Tra i protagonisti più attesi della giornata la voce autorevole del dottor Davide Tornese (in foto, a sinistra, con il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato), una vera istituzione della medicina dello sport e volto storico della Nazionale di Pattinaggio di Figura.
Fisiatra di chiara fama, oggi attivo presso il Synlab CAM di Monza, Tornese è veterano di Pechino 2022 e di numerose campagne olimpiche, ha legato il suo nome alle più grandi icone del ghiaccio italiano, a partire dalla leggendaria Carolina Kostner.
L’arte del ghiaccio tra potenza e fragilità - Tornese ha tracciato un profilo affascinante e complesso di una disciplina, il pattinaggio di figura, che è un ibrido tra estetica e forza bruta. E sui "rischi del mestiere" ha sottolineato come la prevenzione vari drasticamente a seconda della specialità. "Il rischio dipende dalla disciplina. Abbiamo l’artistico individuale, la danza su ghiaccio con i suoi sovraccarichi posturali, l’artistico di coppia e il sincronizzato, dove il contatto fisico aumenta i pericoli. Il gesto più traumatico resta il salto, specialmente quando include la rotazione. In una stagione si arrivano a compiere circa 19 mila salti: un carico enorme che porta a fratture da stress, lombaggini e sovraccarichi. Nelle coppie, poi, il maschio soffre per i cingoli scapolari, mentre la donna è esposta ai rischi del salto lanciato e dell'atterraggio" spiega Tornese.
Inevitabile un passaggio sul cambiamento del pattinaggio nell'ultimo decennio, segnato profondamente dalla figura della Kostner: “Carolina è stata la leader tecnica ed emotiva delle ultime generazioni. Chi ha vissuto le ultime Olimpiadi è cresciuto vedendola pattinare fin da bambino. Ha tracciato una via che oggi stiamo portando avanti con nuovi metodi di preparazione e prevenzione”
Guardando verso il futuro e alle prossime sfide olimpiche, Tornese ha posto l'accento sulla delicatezza del ruolo medico, che non si limita alla gestione dei muscoli, ma tocca la sfera psicologica di atleti giovanissimi proiettati su palcoscenici mondiali: "In pista si vede il pacchetto completo: la fisicità e l'emozione. I ragazzi sono giovanissimi, con tutte le fragilità della loro età, consapevoli di essere giudicati da una giuria in mondovisione. Il nostro ruolo è sapere quando parlare, cosa dire e soprattutto come dirlo. Durante i trattamenti, i ragazzi si rilassano: per loro è uno sfogo fondamentale".
Infine, un omaggio all'IceLab di Bergamo, centro di eccellenza mondiale dove si allena la punta di diamante del pattinaggio orobico, Sara Conti: "Sara è un’atleta straordinaria. Ci sono atleti capaci di dare il meglio proprio nel momento della gara, raccogliendo le emozioni di una vita in pochi minuti. Lei è eccezionale, lo è stata per tutta la sua carriera. Ha quella che definirei la tipica tempra orobica: tenacia, forza e cuore".



