Mentre proseguono i festeggiamenti e gli attestati di stima per gli eroi di Dublino, mercoledì 29 maggio a San Pellegrino Terme un altro eroe – Angelo Domenghini, sempre nerazzurro, prima a Bergamo e poi a Milano – è stato premiato dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi con il Premio alla Carriera. Domenghini era ospite presso l'Istituto Clinico Quarenghi per una remise en forme in seguito ad una broncopolmonite che lo ha costretto a letto per diverso tempo.

Angelo Domenghini, classe 1941, ala e attaccante di grande prestanza fisica e dinamismo, capocannoniere in maglia atalantina di quella storica Coppa Italia, primo trofeo – e fino a pochi giorni fa, unico – alzato dalla Dea. In quella finale, era il 2 giugno 1963, il bomber bergamasco (è nato a Lallio, dove ha ancora casa) siglò una tripletta (unica in carriera) al Torino. E allora il parallelo con l'eroe di oggi, Ademola Lookman, che ha portato a casa il pallone da Dublino, viene spontaneo: “La vittoria dell'Atalanta mi ha fatto un bellissimo effetto. A Lookman auguro di fare tanti goal – dichiara Domenghini -, molto più di quelli che ho fatto io. Dove sono andato sono sempre stato il secondo cannoniere della squadra. All'Atalanta ho bellissimi ricordi. In quella finale di Coppa Italia eravamo sfavoriti e abbiamo vinto, anche senza allenatore”.

Un campo di calcio che diventa casa, una città che non è solo pallone, ma è soprattutto emozioni (e poi ricordi). Un calcio romantico, un calcio molto diverso anche dal punto di vista tecnico rispetto ad oggi: più tecnica e meno muscoli. Anche se poi, alla fine,il calcio è sempre quello, perché si gioca con un pallone – scherza il campione di Lallio – . Oggi, però, il pallone è più leggero rispetto ai miei tempi. Aveva pure la stringa, e che male quando ti arrivava in faccia. Anche le scarpe erano durissime, oggi sono molto più comode e confortevoli”. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Domenghini allena in Serie C in società come Asti, Tortona, Novara e poi torna all'Inter, dove fa l'osservatore per circa 15 anni: “In quegli anni, gli osservatori erano tutti ex calciatori di quella grande Inter in cui ho giocato”.

Ma facciamo un passo indietro, dove tutto è iniziato: il campo dell'oratorio,come nelle vere favole del calcio in bianco e nero. Ma nel caso di Domenghini c'è addirittura del sensazionale: Fino a 18 anni non avevo mai fatto una partita a 11 - racconta - Un giorno ero andato a fare un torneo notturno a 7 con alcuni amici, abbiamo fatto tre partite incontrando anche la squadra di don Antonio, responsabile dell'oratorio di Verdello, e ci hanno battuto. Poi, il giorno dopo, il don è venuto a casa mia per chiedermi se accettavo 20 mila lire al mese per giocare nel Verdello, nei dilettanti. E così cominciò la mia carriera calcistica”.

Alla fine del campionato dilettante, in molti si accorsero del talento cristallino di quel giovane Angelo Domenghini che fino all'anno prima non aveva mai giocato al calcio vero, se non qualche partitella con gli amici al campo dell'oratorio. Arriva allora la chiamata dell'Atalanta, che lo porta subito a Zingonia. “All'epoca lavoravo come operaio per 60 mila lire al mese, i miei genitori gestivano una trattoria a Lallio, mi ricordo ancora il bellissimo pergolato con l'uva americana. Poi dopo il campionato con il Verdello arrivò l'Atalanta che mi offrì 150 mila lire al mese. Ci andai di corsa”. Un percorso da predestinato: senza scuole calcio, giovanili e procuratori Domenghini è passato dall'oratorio direttamente in Seria A. Il suo esordio nella massima seria arriva a 20 anni, il 4 giugno 1961, contro l'Udinese.

Il campione sfoglia l'album dei ricordi con una precisione maniacale, soprattutto quando si sofferma sulle formazioni in cui ha giocato e sui compagni di squadra (Riva, Mazzola, Faccehtti tanto per citarne alcuni) e ricorda persino i singoli episodi delle partite. Ed quando la girandola dei ricordi si ferma alla semifinale dello sfortunato mondiale in Messico 1970, con la finale persa contro il Brasile 4-1, Domenghini non le manda a dire, nonostante siano ormai passati 54 anni: “Tutti si ricordano la grande vittoria in semifinale 4-3 contro la Germania, ma si va a giocare ai Campionati del Mondo per vincere, non per fare le figurine. Avrei pagato qualsiasi cifra per vincere quella finale”. Il Brasile troppo forte? “No, potevamo farcela! Al 65esimo eravamo ancora sull' 1-1. Dall'altra parte c'era uno come Pelè, è vero, ma noi avevamo davanti giocatori come Boninsegna e Riva”.

“Angelo Domenghini è una vera e propria leggenda del calcio, ha praticamente vinto tutto ed è senza dubbio uno dei più forti calciatori bergamaschi di tutti i tempi. Per questo motivo, come Comitato Coppa Angelo Quarenghi lo abbiamo voluto omaggiare con un premio alla carriera”, spiega il presidente del Comitato Quarenghi, dottor Giampietro Salvi.

Alcuni dei migliori medici sportivi italiani si sono riuniti a San Pellegrino Terme sabato 18 maggio per il secondo convegno dedicato a medicina e riabilitazione sportiva nelle patologie muscolo tendinee promosso dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi in collaborazione con l'Istituto Clinico Quarenghi, l'Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo e la Federazione Pugilistica Italiana.

Tante le tematiche trattate, dalla nutrizione supplementare nello sport con il medico nutrizionista della FMSI prof. Luca Paciolla alle neuropatie nell'attività sportiva con il "padrone di casa" dottor Giampietro Salvi, neurologo dell'Istituto Clinico Quarenghi, ma sul banco argomenti anche più "scottanti" come il doping e la sua inutilità con il Presidente della Sezione Studi e Ricerche Scientifiche della Federazione Pugilistica Italiana prof. Mario Ireneo Sturla.

"Il doping è una vera e propria piaga sociale - ha sottolineato Sturla-. Noi, in Italia, siamo l'unica nazione che per i test antidoping ci affidiamo a medici e non ad altre figure. Importante che si faccia cultura contro questo fenomeno già nei bambini, anche perché capita non di rado che alcuni genitori chiedano di dare 'qualcosa' ai loro figli. Si pensa ancora alle scorciatoie per ottenere risultati sportivi, ma non esistono e sono anzi molto pericolose".

Dettagli e spunti interessanti sono giunti anche dall'intervento del prof. Piero Volpi, ortopedico dell'Inter che ha snocciolato il tema dello stress clinico nel calcio professionistico. I calciatori, durante la stagione, devono affrontare troppe partite e non si lascia al loro fisico il tempo di recuperare nel modo migliore. E quando si verificano infortuni spesso si ha troppa fretta di rimandarli in campo. La chiave di volta sta però nella comunicazione all'interno dello staff, come sottolinea Volpi: "È importante comunicare - sottolinea Volpi - nella medicina la comunicazione rappresenta il 30% nella cura del paziente". E ai giovani "dobbiamo trasmettere i valori di educazione e attenzione alla prevenzione dell'infortunio. Fare professionismo è anche questo. È importante garantire agli atleti un fine e post carriera sereno anche dal punto di vista della salute fisica".

Sulla stessa lunghezza d'onda il medico sportivo prof. Rodolfo Tavana, oggi titolare del corso di medicina sportiva all'Università dell'Insubria: "Io sono tra i prosecutori del grande lavoro di Angelo Quarenghi - spiega -. Ho cominciato lavorando nel mondo dello sci di fondo, poi sono passato al Milan di Berlusconi, che decise di investire molto sulla struttura sanitaria. Oggi il muscolo è evidentemente la parte anatomica più soggetta a infortunio e noi medici dello sport dobbiamo lavorare al meglio per curarlo". E senza avere fretta, come sottolineano anche i fisioterapisti Simone Ruggeri e Mattia Mazzoleni, rispettivamente presidente e vice dell'Ordine Fisioterapisti Bergamo, co-organizzatori dell'evento: "Gli allenatori hanno fretta di far tornare in campo i giocatori, il nostro compito è di trovare il giusto equilibrio fra la condizione fisica e le esigenze della società".

Per l'occasione il Comitato ha consegnato il terzo "Premio Calligaris Uomo di Sport e Cultura" a Oreste Perri, ex canoista quattro volte campione del mondo e personalità di spicco del mondo sportivo italiano (è stato anche presidente del CONI Lombardia). "Un premio per me importantissimo perché ricorda un grande uomo di sport come Calligaris, ma anche Quarenghi e Mondonico (a loro tre sono intitolati i tornei promossi dal Comitato Quarenghi ndr) a cui ero molto legato - dichiara Perri -. Ringrazio i relatori perché oggi hanno portato all'attenzione dei temi davvero molto interessanti, non si finisce mai di imparare. Lo sport è prima di tutto uno strumento educativo e dove conta il gioco di squadra. Ai miei tempi non c'erano le competenze di oggi, ma ho avuto maestri bravi e che mi hanno dato fiducia".

Fiducia, ma non pressione come evidenzia Perri: "Oggi spesso si tende a creare troppa aspettativa sui giovani, si vuole avere subito il campione. Dobbiamo invece insegnare ai ragazzi a dare il meglio. Insegniamo loro a diventare quello che vogliono e non quello che vogliamo noi. Ci vuole rispetto. Poi, se ci sono le qualità, i risultati arriveranno".

E quello di Perri non è stato un percorso da predestinato, come ha ricordato: "Io da bambino avevo 5 in educazione fisica e il mio insegnante mi diceva che non potevo fare sport. E mi ero convinto che era davvero così. Poi però ci ho provato e un allenatore mi fece capire che con l'impegno potevo migliorare. Ed è quando si migliora e si supera se stessi che si vince davvero. Al di là dei risultati sportivi".

"Un momento importante alla memoria del nostro Alfredo Calligaris, grande uomo di cultura e di sport, considerato il padre dei preparatori atletici italiani - spiega il presidente del Comitato Quarenghi, dottor Giampietro Salvi - Alla sua memoria abbiamo promosso questi convegni medico-sportivi e il premio, che consegniamo a persone di alto livello culturale e umano. I nostri premi sono in primis dedicati alla persona. E infatti Oreste Perri è una persona eccezionale, oltre che una leggenda dello sport. Siamo davvero onorati di averlo premiato" .

Sabato 18 maggio, presso il Centro Congressi dell'Hotel Bigio a San Pellegrino Terme, il secondo convegno dedicato alla medicina e riabilitazione sportiva - con focus su patologie muscolo tendinee -  promosso dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi in collaborazione con l'Istituto Clinico Quarenghi, l'Ordine dei Fisioterapisti di Bergamo, la Federazione Pugilistica Italiana e l'Associazione Genesis.

Dalle 9.00 alle 13.00 diversi i temi trattati, dalla nutrizione e supplementazione nello sport, all'imaging nelle lesioni muscolo tendine, passando per neuropatie e "l'inutilità del doping". Una grande parentesi sugli infortuni nel calcio, con un approfondimento sulla riabilitazione del tendine del ginocchio e sullo stress clinico nel calcio professionistico.

Saranno presenti alcuni dei più importanti professionisti italiani della medicina sportiva, come il prof. Luca Pacciolla dell'Associazione Medico Sportiva di Pavia; il dottor Giuseppe Pezzotta, radiologo dell'Albinoleffe; il prof. Rodolfo Tavana, titolare corso medicina sportiva e scienze motorie presso l'Università dell'Insubra a Varese; il dottor Davide Lama e il prof. Piero Volpi, rispettivamente fisioterapista e ortopedico dell'Inter; il prof Mario Ireneo Sturla, presidente della Commissione medica mondiale WBC.

"Dopo l'ottimo riscontro dello scorso anno - spiega il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato Quarenghi - riproponiamo a San Pellegrino un convegno sulla medicina sportiva con esperti di altissimo profilo, alcuni dei quali lavorano a stretto contatto con società sportive professionistiche, con i quali andremo a trattare nello specifico la riabilitazione nelle patologie muscolo tendinee causate dalla pratica sportiva".

A pochi giorni dalla finale di Europa League a Dublino, la grande Atalanta di ieri - quella della corsa nella Coppa delle Coppe della stagione 1987/88 , terminata nella semifinale di Malines - seduta ai tavoli del ristorante Bigio di San Pellegrino Terme per celebrare un compagno, uno dei simboli dell'Atalanta che fu, uno dei Capitani più amati da Bergamo: Glenn Stromberg.

L'occasione è quella del prestigioso Premio Angelo Quarenghi Uomo di Sport consegnato ieri sera, lunedì 13 maggio, all'ex stella del calcio svedese dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi durante una cena di gala che ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo sportivo, non solo calcistico: dal campione di canoa Oreste Perri al ciclista sanpellegrinese Ivan Gotti passando per il motociclista Thomas Oldrati.

Ovviamente vanno doverosamente citati anche i mitici dell'impresa della Coppa delle Coppe presenti in quel di San Pellegrino: Carmine Gentile, Eligio Nicolini, Valter Bonacina, Gianpaolo Rossi e Giorgio Parretti, all'epoca preparatore atletico. Tra gli altri, presenti anche Giancarlo Finardi, Ivan Pellizzoli, Pierluigi Orlandini, Marino Magrin, il sottosegretario con delega a Sport e Giovani Lara Magoni e le figlie di Angiolino Quarenghi, Annamaria, Michèle e Paola, la giornalista Lucia Blini, il decano degli allenatori Nado Bonaldi, il prof Mario Ireneo Sturla.

"Mi sono svegliato presto questa mattina, ma con una grande gioia. Alla mia età ormai non si prendono più molti premi e quindi ora valgono di più. Qui a San Pellegrino mi trovo molto bene - dichiara uno spumeggiante Glenn Stromberg, che durante la serata ha ricordato alcuni divertenti aneddoti della sua carriera, ad esempio, quando, al suo arrivo al Benfica, dovette indossare una divisa strettissima - Poi il ricordo di Mondonico, di fronte alla figlia Clara, che nell'anno della Serie B (e della pazzesca corsa in Coppa delle Coppe) "mi disse che ero il più forte - dice Stromberg - prendi in mano la squadra e riportala in A". E così accadde. Ma proprio come in campo, Glenn "trascina" e coinvolge i suoi compagni anche con il microfono in mano, e li prende pure un po' in giro: "L'Atalanta di oggi si gioca due finali (Coppa Italia e Europa League ndr), voi ormai non contate più niente".

"Una persona di una grande sensibilità - racconta Roberto Belingheri, giornalista de L'Eco di Bergamo che 10 anni fa ha raccolto in un libro "le memorie" del vichingo di Bergamo - nel mondo dello sport ho un solo amico, e questo è proprio Glenn. A Bergamo tutti gli vogliono bene, non solo gli atalantini". E sulla finale di Coppa Italia con la Juventus, in programma il 15 maggio: "Speriamo di tornare da Roma con la Coppa, ma anche il quinto posto in Campionato vale molto, partecipare alla Champions League è importante".

"Siamo davvero molto contenti di aver premiato Glenn Stromberg, - dichiara il presidente del Comitato Coppa Quarenghi Giampietro Salvi - un calciatore importante per Bergamo, ma soprattutto un grande uomo, dotato di una spiccata sensibilità. Questa sera ci ha davvero fatto emozionare".

Durante la serata sono stati presentati anche i tornei Quarenghi: la seconda edizione della Coppa Stefano Salvi (alla memoria dell'ex calciatore della Brembillese) dedicata alla categoria Under 19 in programma dal 12 al 14 agosto 2024;  la terza edizione della Coppa Alfredo Calligaris per la categoria Under 17 il 16 e 17 agosto; la Coppa Angelo Quarenghi categoria maschile Under 14 (per la prima volta con la partecipazione di Bologna e Como) e femminile Under 15, in programma dal 21 al 25 agosto 2024. A chiudere lo show calcistico sanpellegrinese i due tornei per ricordare l'indimenticato mister Emiliano Mondonico: il torneo Under 13 il 31 agosto e l'1 settembre e la Dream Cup per i ragazzi della 4a categoria (giocatori con disabilità) l'1 settembre.

Lunedì 13 maggio a San Pellegrino Terme, presso l'Hotel Bigio, va in scena l'annuale presentazione dei tornei estivi di calcio giovanile internazionale organizzati dal Comitato Coppa Angelo Quarenghi con la consegna del premio Angelo Quarenghi all'Uomo di Sport, riconoscimento assegnato a figure che hanno dato lustro al calcio italiano.

La serata si apre alle ore 20.30 con la tradizionale cena di gala (solo su invito) puntellata dalla presentazione dei tornei organizzati dal team sanpellegrinese e che vedrà la partecipazione di numerose personalità sportive e istituzionali. L' identità del premiato sarà rivelata solo in occasione della serata. Vale la pena ricordare che premio e torneo sono dedicati al dott. Angiolino Quarenghi, medico della Grande Inter di Helenio Herrera e che aveva scelto San Pellegrino quale sede del ritiri estivi. Una collaborazione che dal 1961 al 1977 vide Quarenghi, insieme ad altri colleghi, precorrere la storia ed i metodi della medicina sportiva. Ma altri grandi personaggi dello sport - amici di San Pellegrino e del Comitato - prestano il loro nome ad altrettanti tornei: il "padre" dei preparatori atletici Alfredo Calligaris scomparso nel 2022 e il grande allenatore Emiliano Mondonico.

Un'altra estate ricca di calcio, dunque, quella proposta dal Comitato Coppa Quarenghi per questo 2024:  si parte con la seconda edizione della Coppa Stefano Salvi (alla memoria dell'ex calciatore della Brembillese) dedicata alla categoria Under 19 in programma dal 12 al 14 agosto 2024; segue la seconda edizione della Coppa Alfredo Calligaris per la categoria Under 17 il 16 e 17 agosto, cui seguirà anche la consegna del relativo premio all'uomo di Sport e Cultura (lo scorso anno consegnato all'ex arbitro Paolo Casarin); poi è il turno della Coppa Angelo Quarenghi categoria maschile Under 14 e femminile Under 15, in programma dal 21 al 25 agosto 2024. A chiudere lo show calcistico sanpellegrinese i due tornei per ricordare l'indimenticato mister Emiliano Mondonico: il torneo Under 13 - giunto alla sesta edizione - previsto il 31 agosto e l'1 settembre e la Dream Cup per i ragazzi della 4a categoria (giocatori con disabilità) l'1 settembre. Prevista la consegna del secondo premio Scouting – Emiliano Mondonico, lo scorso anno consegnato all'osservatore (ed ex calciatore) Marino Magrin.

"Anche quest'anno andremo a premiare un personaggio che ha reso grande il nostro calcio. Possiamo solo anticiparvi che farà battere forte il cuore ai tifosi atalantini! - spiega il presidente del Comitato Coppa Quarenghi, dott. Giampietro Salvi -. Per quanto riguarda i tornei, confermate le sei manifestazioni di calcio giovanile con la tradizionale presenza di società straniere, tra cui le ormai 'affezionate' Helsinki e Red Bull Salisburgo.

Quest'anno alla Quarenghi importanti novità anche per quanto riguarda i club italiani: ci saranno il Bologna (è la prima volta che al Quarenghi partecipa una squadra emiliana ndr) e il Como; quest'ultimo si contenderà con il Venezia l'accesso in Serie A all'ultima di campionato. Ringrazio sempre per la collaborazione il Comune di San Pellegrino, l'US Calcio San Pellegrino e le strutture ricettive che ogni anno ospitano le squadre:".

ALBO D'ORO DEL PREMIO "UOMO DI SPORT", dal 2006 ad oggi

Il premio fu inaugurato nel 2006 dal telecronista Bruno Pizzul, seguito da Alfredo Calligaris (medico dello sport). Successivamente sono stati premiati, in ordine: Ivan Gotti (campione locale due volte vincitore del Giro d’Italia); Marcello Lippi (ct della Nazionale Campione del Mondo); David Messina (storica firma della Gazzetta dello Sport); Josè Manuel Ballestreros (tecnico della nazionale olimpica spagnola); Emiliano Mondonico; Mino Favini (il Mago del settore giovanile atalantino); Mario Corso (il "sinistro di Dio" nella Grande Inter); Luisito Suarez; Roberto Donadoni; Gian Piero Gasperini ed Antonio Percassi (riconosciuti per l'eccezionale lavoro con l'Atalanta calcio); Adriano Galliani (dirigente sportivo del grande Milan); Milena Bertolini (la prima donna a ricevere il premio - ex calciatrice e Commissario Tecnico della Nazionale Femminile Italiana di calcio); Renzo Ulivieri (storico allenatore e presidente dell'AIAC); lo scorso anno Demetrio Albertini, ex calciatore e presidente del settore tecnico FIGC.

Un nuovo impianto di illuminazione a led al Santuario della Cornabusa a Sant'Omobono Terme, installato nei mesi scorsi e che ha già dato spettacolo durante la tradizionale Via Crucis del 22 marzo. L'intervento è stato possibile grazie ad una donazione del Comitato Coppa Angelo Quarenghi - ente organizzatore dei tornei internazionali di calcio giovanile a San Pellegrino Terme - che sancisce e consolida un sodalizio tra il Comitato sportivo sanpellegrinese e il santuario mariano di Sant'Omobono, che prosegue ormai da diverso tempo (a ottobre il Comitato celebra la chiusura della stagione sportiva proprio presso il Santuario della Cornabusa).

“Il santuario della Cornabusa, a cui il comitato Coppa Angelo Quarenghi è particolarmente legato per storia e tradizione come casa della fede e dell’amore – spiega il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato Coppa Angelo Quarenghi e neurologo presso l'Istituto Clinico Quarenghi -, può aiutarci in un percorso di crescita spirituale nel tempo della buona salute e nel tempo della malattia. Per questa necessità di benessere quotidiano spero che la nostra donazione per l’impianto luminoso dia ancor più luce, gioia, conforto e amore per la vita a chi frequenta la grotta della madonnina della Cornabusa".

"La spiritualità – prosegue Salvi – è associata ad una minore incidenza di malattie acute e degenerative, in particolare cardiovascolari e tumorali, probabilmente promuovendo un migliore equilibrio psicofisico, che protegge dai continui cambiamenti a cui siamo esposti. Imparare a cogliere gli aspetti fondamentali della vita come speranza, amore, bellezza, impegno, paura, debolezza ed altre componenti della vita emotiva, interrogarsi sui valori e sul significato della vita, nell’accettazione dei nostri limiti, è un passo fondamentale per la nostra crescita”.

salvi cornabusa - Coppa Quarenghi
Da sinistra: Giampietro Salvi, Maurizio Mazzoleni, don Carlo Nava, don Leone Messa

Nello specifico dei lavori, sono stati sostituiti 12 punti luce con fari a Led in grotta, posati dalla ditta locale M.G. Impianti Elettrici di Gianfranco Manzinali (con la collaborazione della ditta Rasmo Gaspare Srl di Gerosa) "in seguito ad uno studio illuminotecnico – evidenzia Gianfranco Manzinali – che ci ha permesso di scegliere la giusta potenza dei fari in base alla loro posizione, che era piuttosto vincolate in quanto ci siamo ancorati a fissaggi preesistenti”.

"L'illuminazione è migliorata moltissimo, è stato fatto anche uno studio preventivo per dare risalto alla roccia e valorizzare l'altare – spiega Renzo Frosio, volontario del Comitato Amici della Cornabusa e “Cicerone” locale - Ovviamente per godere appieno del risultato, che è spettacolare, si deve entrare nella grotta di sera. Importante sarà anche l'aspetto del risparmio energetico. Ringrazio i fratelli Giampietro e Franco Salvi del Comitato Coppa Angelo Quarenghi con i quali abbiamo intessuto un rapporto molto cordiale grazie al tramite di Maurizio Mazzoleni di Sant'Omobono. Inoltre la Parrocchia ha investito per migliorare l'impianto acustico e realizzare un nuovo quadro elettrico”.

“Il 22 marzo, nell’occasione della tradizionale Via Crucis alla Cornabusa, abbiamo potuto ammirare la grotta con la nuova illuminazione a led – spiega il rettore del Santuario don Vinicio Carminati - L’ultima tappa della Via Crucis, infatti, prevedeva l’arrivo in grotta. È stata una sorpresa ammirare i giochi di luce e ombre che la grotta offriva nel buio della notte. Alcune persone mi hanno riferito di una loro impressione visiva che poi era anche stata la mia: “la grotta sembra più grande!”. Sì, con l’illuminazione rifatta, senza i vecchi faretti e le vecchie trombe, la grotta sembrava seguire una linea più essenziale e pulita, mi sembrava più rispettosa della natura dell’ambiente circostante. Colgo perciò l’occasione di ringraziare i fratelli Giampietro e Franco Salvi del Comitato Coppa Angelo Quarenghi che, grazie alla loro donazione, ci hanno permesso di fare questo importante miglioramento visivo ed estetico auspicando come sempre che una maggiore bellezza ed essenzialità del luogo aiuti le persone a raccogliersi in preghiera in compagnia della Madonna”.

luci led cornabusa - Coppa Quarenghi
La Via Crucis del 22 marzo

Un ponte fra Salento e San Pellegrino Terme, nel nome del calcio giovanile e dell'amicizia. L'ambasciata del Comitato Coppa Angelo Quarenghi a Gallipoli, nei giorni scorsi, per fortificare i rapporti di amicizia e partnership fra la Coppa Quarenghi e il Trofeo Caroli Hotels, due dei tornei internazionali giovanili più importanti in Italia.

Già pronto il calendario dei sei tornei estivi firmati Comitato Quarenghi: si parte con la seconda edizione della Coppa Stefano Salvi (alla memoria dell'ex calciatore della Brembillese) dedicata alla categoria Under 19 in programma dal 12 al 14 agosto 2024; segue la terza edizione della Coppa Alfredo Calligaris – il “padre” dei preparatori atletici, scomparso nel 2022 – per la categoria Under 17 il 16 e 17 agosto, a cui è abbinato il premio all'uomo di Sport e Cultura (lo scorso anno consegnato all'ex arbitro Paolo Casarin); poi è il turno della Coppa Angelo Quarenghi categoria maschile Under 14 e femminile Under 15, in programma dal 21 al 25 agosto e dedicata al dott. Angiolino Quarenghi, medico della Grande Inter di Helenio Herrera e che aveva scelto San Pellegrino quale sede del ritiro estivo, a cui parteciperanno come da tradizione squadre straniere che daranno un tocco di internazionalità al torneo.

A chiudere lo show calcistico sanpellegrinese i due tornei per ricordare l'indimenticato mister Emiliano Mondonico: il torneo Under 13 - giunto alla sesta edizione - previsto il 31 agosto e l'1 settembre e la Dream Cup per i ragazzi della 4a categoria (giocatori con disabilità) l'1 settembre. Prevista la consegna del secondo premio Scouting – Emiliano Mondonico, lo scorso anno consegnato all'osservatore Marino Magrin.

Tornei, quindi, ma anche prestigiosi premi consegnati a personalità di spicco del panorama sportivo mondiale: “Lo scorso maggio, il Premio Angelo Quarenghi all'Uomo di Sport a Demetrio Albertini è stato un momento di grande valore sportivo per il Comitato, per la città di San Pellegrino e per tutta la Valle – spiega il presidente del Comitato Quarenghi, Giampietro Salvi Il premio, ovviamente, si rinnoverà anche quest'anno, sempre a maggio, e sempre con profili di grande livello umano e sportivo. Ma, come da tradizione, sveleremo il nome solo durante la serata di premiazione. Teniamo alta la suspense”.

Venerdì 6 ottobre a San Pellegrino Terme atmosfere internazionali di sport, medicina e musica per la 24esima edizione del premio Quarenghi al medico di sport alla memoria di Angelo Quarenghi, medico sanpellegrinese della grande Inter di Helenio Herrera e tra i pionieri della medicina sportiva.

Quest'anno il premio (una scultura di Elia Ajolfi) è stato consegnato - nella sempre splendida cornice dell'Hotel Bigio - alla dottoressa slovena Petra Zupet (prima volta ad una donna), medico della nazionale slovena di ginnastica e di canottaggio, dal 2017 nella Commissione di Medicina dello Sport per la Federazione Mondiale di Canottaggio e dal 2021 nella Commissione di Medicina dello Sport dell'Unione Ciclistica Internazionale.

"È davvero un onore per me ricevere questo premio - dichiara una emozionata Zupet - . Quarenghi era una persona eccezionale, ha lasciato un segno eterno sia con gli atleti professionisti che principianti. La medicina dello sport è la scienza che ha l'obbligo di promuovere lo sport".

Amici, rappresentanti delle istituzioni e sportivi di ieri e di oggi presenti alla serata di gala promossa dal Comitato Coppa Quarenghi in collaborazione con il Panathlon Club BG e il Coni Provinciale Orobico: Marino Magrin, ex calciatore di Atalanta, Juventus e Verona oggi osservatore per l'Atalanta; il figlio Michele, anche lui ex calciatore oggi allenatore Pro Sesto U16; gli ex ciclisti Emanuele Bombini, Flavio Giupponi ed Evgenij Berzin, vincitore del Giro d'Italia 1994, l'ex pugile Maurizio Stecca, tra gli anni '80 e '90 campione olimpico, del mondo, europeo e italiano pesi piuma; Lara Magoni, sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia; l'ex arbitro Paolo Casarin (fresco del premio Quarenghi Uomo di Sport e Cultura), il presidente del Panathlon Club BG Gianluigi Stanga, i sindaci di San Pellegrino Terme, Fausto Galizzi, Val Brembilla, Damiano Zambelli e Sedrina, Stefano Micheli, Silvano Gherardi della Provincia di Bergamo e tanti altri.

"Quest'anno con il riconoscimento alla dottoressa Petra Zupet - spiega il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato Coppa Quarenghi - abbiamo premiato, per la prima volta, una donna e, inoltre, proseguiamo idealmente il gemellaggio internazionale con la Slovenia iniziato due anni fa con Marko Vidnjevič (presente anche lui alla serata ndr), medico dello sport sloveno e vincitore del premio Quarenghi nel 2021".

"Sono davvero felicissima che questo premia vada, per la prima volta, dopo 24 edizioni, ad una donna - dichiara Michèle Quarenghi, figlia di Angelo, presente con le sorelle Annamaria e Paola -. Speriamo che ce ne siano altre in futuro. La presenza delle banda slovena crea un bel clima internazionale che mi ricorda papà, che adorava le relazioni internazionali. Tanto è vero che sposò una donna belga, che viveva in e Egitto e convinse a venire ad abitare qui, a San Pellegrino”.

Ospite della serata anche la banda musicale slovena "KD Pihalni orkester Marezige", che prima dell'inizio della cena di gala ha allietato i presenti con alcuni pezzi del repertorio (un piccolo assaggio di quello che ci sarà oggi, sabato 7 ottobre, quando alle 17.45 suoneranno nel centro di San Pellegrino con il Corpo Musicale città di San Pellegrino Terme), successivamente hanno omaggiato il Comitato Quarenghi con un piccolo regalo di prodotti sloveni. Una serata frizzante quella di ieri, venerdì 6 ottobre, che -  come ormai sono abituati gli aficionados degli "show" firmati Quarenghi - ha regalato diverse sorprese, come la consegna del Passaporto della Valle Brembana all'ormai "ospite fisso" dottor Mario Ireneo Sturla (anche lui premiato nel 2020), ottenuto dopo una sorta di simpatico test in dialetto bergamasco (lui è originario di Pavia).

Il Comitato Coppa Quarenghi - in collaborazione con il Panathlon Club BG e il Coni Provinciale Orobico - consegnerà alla dottoressa slovena Petra Zupet il prestigioso Premio Quarenghi al medico sportivo (una scultura dell'artista Elia Ajolfi), l'unico riconoscimento di questo tipo al mondo dedicato alla figura del medico sportivo. La cerimonia di consegna, su invito, si terrà venerdì 6 ottobre 20.3presso il Salone delle Feste dell'Hotel Bigio di San Pellegrino Terme.

Come da tradizione, saranno presenti diversi nomi importanti del mondo sportivo di ieri e di oggi, ad esempio, gli ex ciclisti Pietro Signorelli, Emanuele Bombini ed Evgenij Berzin, vincitore del Giro d'Italia 1994, il pugile Alessio Lorusso, campione europeo 2022 pesi gallo e il grande ex Maurizio Stecca, tra gli anni '80 e '90 campione olimpico, del mondo, europeo e italiano pesi piuma.

"Il Premio Quarenghi - spiega il dottor Giampietro Salvi, presidente del Comitato Coppa Quarenghi - viene consegnato ogni anno ad un medico sportivo di fama internazionale per ricordare il dottor Angelo Quarenghi, medico della grande Inter di Helenio Herrera, uno dei primi medici dediti allo sport, uno dei primi specialisti e, insieme a Calligaris, Vecchiet e Margaria, tra i pionieri della medicina dello sport in italia".

LA PREMIATA - La dottoressa Petra Zupet si laurea in medicina all'Università di Lubiana nel 2001 e si specializza in medicina sportiva nel 2006 con un dottorato nel 2010. Nel 2012 diventa membro dell'Unione Europea dei medici specialisti (UEMS). Da 22 anni lavora nell'assistenza medica degli atleti, dal 2013 è medico della nazionale slovena di canottaggio e dal 2014 della nazionale slovena di ginnastica.

Dal 2014 è direttore medico dell'IMS Istituto per la medicina e lo sport a Lubiana, dal 2013 è professore assistente in Medicina dello sport all'University of Primorska. Nel 2016 è stata nominata presidente dell'Associazione slovena di Medicina Sportiva ed è membro della Commissione interfederale della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport ed è stata membro della Commissione scientifica della Federazione europea di Medicina dello Sport dal 2013 al 2017. Fino al 2021 è stata segretario generale della Federazione europea delle Associazioni di Medicina dello Sport e dal 2017 è membro della Commissione di Medicina dello Sport per la Federazione Mondiale di Canottaggio, infine dal 2021 è membro della Commissione di Medicina dello Sport dell'Unione Ciclistica Internazionale.

LA BANDA SLOVENA - La dottoressa Zupet arriverà a San Pellegrino Terme in compagnia di Marko Vidnjevič, anche lui medico dello sport sloveno e vincitore del premio Quarenghi nel 2021. "Un vero e proprio passaggio di consegne quello tra Vidnjevič e Zupet. Inoltre  - prosegue Salvi - portiamo avanti il gemellaggio scientifico con l’istituto di medicina dello sport di Portorose (Slovenia)"

Ma la "delegazione" slovena non si limiterà ad una rappresentanza medico-scientifica, poiché ad accompagnare Vidnjevič e Zupet ci sarà anche una banda slovena, la KD Pihalni orkester Marezige, che sabato 7 ottobre, alle ore 17.45, suonerà insieme al Corpo Musicale città di San Pellegrino Terme. La banda di San Pellegrino Terme partirà dalla Clinica Quarenghi mentre la banda slovena partirà dall'hotel Bigio, poi le due si incontreranno di fronte al municipio, dove suoneranno alternando i brani dei loro repertori. La banda slovena inoltre suonerà anche per omaggiare il ciclista sloveno Tadej Pogačar, che proprio sabato 7 ottobre correrà il Giro di Lombardia (che passa anche per San Pellegrino Terme).

"È un onore per noi ospitare la banda KD Pihalni orkester Marezige - fanno sapere dal Corpo Musicale di San Pellegrino Terme - un importante momento di scambio culturale che possa fare da stimolo per tutto il paese, e con la speranza di poter esibirci anche noi in Slovenia e stringere un rapporto che duri nel tempo, magari un gemellaggio".

ALBO D'ORO - Il Premio Angiolino Quarenghi, assegnato per la prima volta nel 1995 a ricordo della figura del sanpellegrinese dottor Angelo Quarenghi, medico della grande Inter guidata da Helenio Herrera, può vantare fra i suoi insigniti numerose celebri personalità sportive: fra queste Alfredo Calligaris ex preparatore atletico di Atalanta, della grande Inter di Herrera e della Nazionale di calcio azzurra; Leonardo Vecchiet, per anni medico della Nazionale di calcio italiana; Antonio Dal Monte – medico e pilota motonautico italiano, già Direttore scientifico e Capo del Dipartimento di Fisiologia e Biomeccanica dell’Istituto di Scienza dello Sport del CONI – oltre che a diversi nomi internazionali fra cui Kenneth H. Cooper, medico di medicina ed ex colonnello dell'aeronautica militare dell'Oklahoma, e Jean-Luc Truelle, neurologo, primario presso l’ospedale Salpetriere di Parigi, fondatore della European Brain Injury Society ed esperto in riabilitazione e sport per disabili. Nel 2020 il premio è stato consegnato a Mario Ireneo Sturla, un'autorità assoluta nel campo della medicina sportiva: laureato con lode, insegna all’Università di Pavia. Da decenni collabora con il mondo del ciclismo e del pugilato, ed è stato al fianco di numerosi sportivi. Due anni fa è toccato allo sloveno Marko Vidnjevič, che ha permesso di dare vita ad un gemellaggio scientifico fra San Pellegrino Terme e Portorose, lo scorso anno a Maurizio Casasco, presidente dei medici sportivi italiani.


Sei tornei
 di calcio giovanile internazionale spalmati su tre settimane, tra agosto e settembre. Un appuntamento capace di portare a San Pellegrino Terme una vigorosa ventata di freschezza, la freschezza del calcio giovanile, quello indubbiamente più bello, puro e semplice.

Se i tornei Quarenghi sono da sempre riconosciuti come“fucina di talenti” è anche vero che, queste giovani promesse, qualcuno le deve pur scoprire: ed è questo il compito dei talent scout. Tanti sono infatti gli osservatori che - durante le tre settimane dei tornei Quarenghi - sia aggirano dentro e fuori lo Stadio Comunale di San Pellegrino. E dunque, tornei Quarenghi "fucina di talenti" ma anche "Osservatorio privilegiato" per talent scout.

“Un torneo come questo è fantastico per i ragazzi - racconta Francis Tardioli,  storico osservatore dell’Arsenal e amico del presidente del Comitato Quarenghi, dottor Giampietro Salvi, nonché presenza fissa alla Coppa Quarenghi sin dalle prime edizioni. Tardioli punta l’attenzione sulla varietà: “Le squadre sono tutte diverse e molto forti, è una bella sfida”. L’ex osservatore Gunners (italo-britannico: i genitori sono italiani) è stato quest'anno a San Pellegrino “solo per dare un’occhiata e vedere cosa succede. Alcune squadre sono più forti di altre, ma giocano tutti forte".

In questo senso, è importante anche la presenza delle squadre straniere“È un’ottima cosa, perché giocano con stili diversi, in Italia sono più concentrati sulla tecnica, in Inghilterra hanno invece grande attenzione per l’aspetto fisico e la velocità. Il gioco italiano è più lento e ragionato, invece squadre come Arsenal e Manchester City giocano più velocemente”. In ogni caso, tornei di questo tipo “aiutano gli scout perché possono trovare giocatori, ma non è così facile”. I criteri di scelta per un giocatore possono così essere molto diversi, secondo Tardioli: “Credo siano cambiati molto i parametri, prima si cercava tanto la tecnica, ora anche in certe squadre come l’Ajax (famosa per il suo settore giovanile ndr) è cambiata la filosofia”.

Amico dei tornei Quarenghi anche Marino Magrin, ex calciatore di Juventus, Atalanta e Verona - famoso per le sue "bombe" su punizione - oggi talent scout per il settore giovanile dell'Atalanta. Premiato proprio dal Comitato Quarenghi con il premio Scouting - Emiliano Mondonico domenica 3 settembre in occasione del torneo U13 dedicato al "Baffo di Rivolta"."Mi occupo di scouting per i più piccoli, dai 2010 in giù - racconta Magrin - Ormai conosco tutti gli oratori di Bergamo, spesso è da quelle realtà che arrivano i più grandi talenti. Io mi soffermo di più sui centrocampisti, che era il mio ruolo, ma mi è capitato di segnalare anche un portiere. I primi aspetti che valuto sono tecnica e visione di gioco, per me molto importanti".

Una storia incredibile anche quella di Marco Morra, da capo curva della tifoseria del Torino per 25 anni diventato poi talent scout esordienti/giovanissimi del Toro: "Questi tornei sono importanti, ben organizzati. È sempre un piacere venire qua. Qua a San Pellegrino  ho visto passare giocatori come Phil Foden, Lorenzo Colombo, Sebastiano Esposito, Matteo Ruggeri, Bukayo Saka. Tanti anche i nostri ragazzi oggi professionisti, come Alessandro Buongiorno, ora capitano del Torino. La mia storia con il Toro viene da molto lontano. Ad esempio, ero molto legato a Sauro Tomà, ultimo superstite del Grande Torino in seguito alla tragedia di Superga".

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